Estratti testi Schuh

 

GOTTHARD SCHUH. UNA VISIONE SENSUALE DEL MONDO

Estratti da scritti di viaggi di Gotthard Schuh pubblicati tra il 1938 e il 1965.
Traduzione di Anna Ruchat

Bali
Dal giorno in cui Gaugin mostrò per la prima volta i suoi quadri di Tahiti ai parigini, nessun nucleo di civilizzazione ha saputo eccitare gli animi degli artisti e degli intellettuali stanchi d’Europa quanto «l’ultimo paradiso sulla terra», l’isola di Bali. Molti idealisti, tagliati i ponti con il passato, fuggivano su quest’“isola da sogno“. Ben presto però arrivarono in Europa notizie allarmanti sulla mancanza di scrupoli delle orde di turisti e sul rapido decadimento della civiltà balinese incontaminata. Bali non esiste più, si diceva, ha lasciato il posto a una fiera di souvenirs per giramondo. L’ultimo paradiso è rimasto vittima della propria reputazione.
(…) Prima del 1940 via via circa quaranta europei di nazionalità diverse si sono trasferiti a Bali per idealismo. Finché hanno soldi e si dedicano alla pittura o alla scrittura, nonostante il loro comportamento da stranieri, arrecano pochi danni agli abitanti del posto. Col tempo, tuttavia, la maggior parte di questi idealisti perde i propri risparmi: è così che è nata l’idea di vendere „oggetti di antiquariato“ ai turisti o peggio di chiedere agli indigeni di realizzare nuovi oggetti che possano incontrare il gusto dei turisti.
In questo modo essi tradiscono quella cultura che è stata per loro fin lì una rivelazione continua.

Giava. Djokjakarta
La pioggia cade a fiotti larghi senza portare frescura. In questa umidità bastano le solite fatiche quotidiane a togliermi ogni energia. Una luna verde al vetriolo spunta tra le nuvole. A poco a poco cala il silenzio e si diradano via via le presenze umane. Solo una debole campanella rivela la presenza di un cieco che va su e giù per il marciapiede a offrire massaggi per le membra stanche.

Nelle torride strade larghe si riversa una folla immensa e quasi silenziosa. Da ieri centinaia di migliaia di esili giavanesi con la pelle scura accorrono verso il Kraton, il palazzo del sultano. Enormi gruppi di persone provenienti dai villaggi intorno dormono accampati in cerchio nelle strade calde. L’indomani sul terrazzo più alto del palazzo apparirà il sultano; i suoni delle fanfare e dell’orchestra reale di Gamelan arriveranno oltre le mura, così anche loro potranno assaporare un po’ dei grandiosi fasti della cerimonia del raccolto che si svolge tra le mura del palazzo


Gotthard Schuh, « Inseln der Götter », Zürich, Morgarten-Verlag, Erstausgabe 1941.